La serie SOUND di Igor Grigoletto nasce dall’incontro tra materia, ritmo e memoria emotiva. Su lastre di vetro retrolaccate, l’artista interviene frontalmente con smalti che generano fitte linee bicolore, vibrazioni visive che evocano onde sonore e, inevitabilmente, il battito.

Ogni opera si presenta come un’impronta dinamica di energia: un suono che si fa immagine, un ricordo che si fa colore.

La musica, per Grigoletto, è calore e amore: avvolge, accoglie, riemerge. Le sue tracce emotive si intrecciano nella vita di ognuno, riaffiorando attraverso melodie che riportano a momenti piacevoli o dolorosi, ma sempre significativi. Allo stesso modo le opere della serie SOUND vivono di ritmo interiore, di pulsazione, di memoria.

I colori, estremamente vivaci e decisi, richiamano la forza della musica e, più ancora, della vita stessa. Le superfici specchianti del vetro amplificano questo dialogo, rendendo ogni SOUND una presenza vibrante, che continua a espandere la sua risonanza nello spazio.

SOUND — Concept

SOUND è un’indagine sul ritmo vitale che attraversa ogni individuo. Le linee ravvicinate, tracciate con smalti su vetro, generano una sintassi visiva che traduce in forma l’essenza dell’onda sonora. Sono segni che pulsano, che avanzano, che vibrano come un cuore in movimento.

L’opera non rappresenta semplicemente un suono: essa è suono, è la sua eco fissata nella materia. Ogni tratto bicolore diventa un battito, un respiro, un movimento continuo tra tensione e armonia.

Il vetro, scelto per la sua purezza e per la capacità di riflettere e diffondere la luce, trasforma la superficie in un piano di risonanza, uno spazio in cui il colore si accende, si muove, si amplifica.

La serie costruisce così un ponte tra sensazione e visione: l’energia della musica, con la sua capacità di commuovere, travolgere, riportare alla memoria momenti di gioia o di dolore, si traduce in un linguaggio visivo immediato e vibrante.

Il battito, protagonista silenzioso, richiama l’idea di vita, di impulso, di presenza. Ogni SOUND diventa dunque un frammento pulsante di esistenza, una risonanza che abita lo spazio e dialoga con chi la osserva.