Un cambiamento, un movimento ascensionale da effettuare con lo sguardo, perdendosi in ciò che vi è dietro, aldilà di questo muro di apparente fragilità.
Fragility è un progetto scaturito da una necessità, dalla voglia di trasformare, una peculiarità molto spesso celata, in elemento predominante e persuasivo.
Fragilità intesa dunque non come mancanza, bensì come punto di forza appartenente a ciascuno di noi, sfumatura caratteriale non da appianare bensì da reindirizzare.
Fragility apre lo sguardo e rende partecipi di un processo di autocoscienza, un’analisi interiore che non riguarda esclusivamente il proprio sé ma, soprattutto, il rapporto con un non-luogo, con una ir-realtà che ci circonda e si riflette costantemente in noi.
Fragility, sviluppandosi su due piani differenti, va’ così ad eludere il comune concetto di spazio mostrando, contemporaneamente, due differenti luoghi, due diverse prospettive; passato e futuro in un unico sguardo, una relazione ossimorica e intrinseca che determina il nostro presente, la nostra contemporaneità.